Frumento duro

Classificazione coltura: Cereali > Frumento orzo e cereali minori
Frumento duro - Coltivazione e fertilizzanti consigliati - Colture - Fertilgest
Classificazione botanica
Famiglia: Poaceae
Genere: Triticum
Specie: Triticum aestivum L., T. durum Desf.
Grano o frumento? Duro o tenero? Con il nome “frumento” si intendono diverse specie di cereali appartenenti al genere Triticum, che furono tra le primissime piante ad essere coltivate circa 11 mila anni fa in Medio Oriente.
Attualmente il frumento è il cereale più coltivato nel mondo, su oltre 220 milioni di ettari.
Il Triticum aestivum, è il grano tenero. Il Triticum durum, è il grano duro. Nelle regioni a clima mite, con inverni non molto freddi, si coltiva il grano duro. Questo è il caso del Centro e Sud Italia. Nelle regioni a clima rigido, (Nord Italia e Nord Europa, ecc.) o in zone montane, viene coltivato il grano tenero.
La cariosside di frumento tenero si distingue dalla cariosside di frumento duro per l’aspetto opaco e la frattura non vitrescente, le minori dimensioni, la forma più arrotondata, l’embrione introflesso, la presenza di villosità all’estremità opposta a quella dell’embrione.

Cerca un fertilizzante per frumento duro

Calcola asporti NPK per frumento duro

Ha
ton
ton/Ha
L’azoto è fondamentale per arrivare a rese soddisfacenti nei frumenti. Le asportazioni unitarie di azoto sono molto elevate sia per il frumento duro che per il tenero a prescindere dalle varietà.
Le asportazioni della coltura dipendono, sostanzialmente, dalla quantità di granella prodotta e dalla specie e varietà coltivata.
La produzione in granella è molto variabile, si possono raggiungere e superare le 8-9 tonn/ha, soprattutto per il frumento tenero. La resa media oscilla tra le 4-5 tonn/ha. Le produzioni di duro sono minori di circa la metà rispetto al tenero.

 
L'azoto rappresenta l’elemento più importante per la coltivazione del frumento in quanto ne influenza in modo determinante la produzione, sia in termini di resa che di qualità.
Influenza la crescita e la vigoria vegetativa delle piante che a loro volta rispondono con un fogliame di colorazione verde molto intensa.
Nel terreno, l’azoto è presente in forma organica, ed in piccola parte ammoniacale. L’azoto organico costituisce buona parte della sostanza organica del terreno ed è formato da composti di origine animale e vegetale (residui colturali).
L’azoto ammoniacale possiede una carica elettrica positiva (NH4+), perciò viene trattenuto dai componenti del terreno con carica elettrica negativa - Capacità di Scambio Cationico o C.S.C - e non si disperde per dilavamento.
L’azoto nitrico (NO3-) deriva dalla mineralizzazione della sostanza organica e attraverso la nitrificazione dell’azoto ammoniacale o ureico apportato dai fertilizzanti azotati; possedendo una carica elettrica negativa, non viene trattenuto dai colloidi del terreno ed è perciò facilmente lisciviabile nel terreno.

 
Il fosforo aumenta la resistenza del frumento all’allettamento e ad alcune avversità biotiche. Nel terreno è presente in combinazioni organiche e inorganiche, ma per la pianta ne è disponibile solo una piccola parte in quanto il frumento assorbe solamente fosfati inorganici solubili.
Il fosforo volge funzioni insostituibili poiché è tra i costituenti delle lecitine e delle nucleoproteine che hanno un ruolo essenziale negli aspetti qualitativi della cariosside.
Nella forma organica si rinviene nella sostanza organica e nell’humus. Non essendo assimilabile tal quale dalle piante deve essere prima trasformato attraverso la mineralizzazione in fosfati.
Il fosforo inorganico è presente nel terreno in forme prevalentemente insolubili, quindi poco disponibili per le piante.
Il più importante concime fosfatico è il perfosfato, (semplice e triplo), vi sono poi il perfosfato concentrato e di ossa, i fosfati di ammonio e le scorie Thomas.
La carenza del fosforo determina nelle piante un ritardo ed un minore accrescimento e una stentata formazione di semi; le foglie, inoltre, a cominciare da quelle poste più in alto, possono assumere una pigmentazione antocianica.
Il potassio si trova nel terreno sotto forma di sali inorganici o adsorbito sul complesso argillo-umico (C.S.C.). I terreni sabbiosi e comunque tutti quelli poveri di argilla e sostanza organica risultano scarsamente dotati di potassio.
I terreni italiani dispongono di un contenuto di potassio normalmente sufficiente a soddisfare le esigenze del frumento; tra l’altro, questo cereale non ha elevate esigenze in potassio, quindi non è generalmente necessario apportarlo, risultando utile l’impiego solo nel caso di terreni particolarmente carenti. Come il fosforo, anche il potassio contribuisce a limitare l’allettamento delle piante.
Tra i ruoli più importanti all’interno delle piante si ricordano: la regolazione del ricambio idrico, la partecipazione attiva al metabolismo degli zuccheri, la regolazione della sintesi proteica e l’azione sulla divisione cellulare.
I concimi più diffusi sono il cloruro e il solfato di potassio; quest’ultimo viene preferito per la presenza dello zolfo e per lo scarso contenuto di cloro che riduce l’assorbimento dell’azoto.
Il calcio è un componente fondamentale delle pareti cellulari e ha anche un'influenza diretta sulla regolazione dei sistemi enzimatici, sull'attività dei fitormoni e sull'assorbimento dei nutrienti.
Nel frumento il calcio è importante al fine di avere una pianta con un aspetto normale e con un fogliame sano.
Carenza di calcio raramente si presentano nel frumento. Gli eventuali sintomi da carenze cominciano ad evidenziarsi sulle parti più giovani con una fenditura allungata nella sezione centrale delle foglie. È facilmente riconoscibile con la foglia bandiera accartocciata o arricciata.

 
Il magnesio è il componente centrale della clorofilla "effetto verde" e migliora l'efficacia del processo fotosintetico. È essenziale per la sintesi, il trasporto e l’immagazzinamento delle sostanze che costituiscono la pianta quali carboidrati, proteine, grassi.
Il primo sintomo di carenza è la clorosi, che partendo dall'apice fogliare, interessa soprattutto le foglie più vecchie che si colorano di verde pallido (basse concentrazioni di clorofilla, facili da individuare guardando la foglia in controluce). Si possono osservare clorosi e necrosi nei casi più gravi a partire dagli apici fogliari. La crescita della pianta è stentata.
La siccità può causare sintomi simili di necrosi sui margini.
La coltivazione del frumento trae notevoli vantaggi dall’avvicendamento o rotazione colturale. Sono buone precessioni colturali il mais, la bietola, il pomodoro, la patata, il girasole, la soia, perché il frumento è in grado di utilizzare molto bene il residuo di fertilità lasciato nel terreno da tali colture, meglio comunque se non si tratta di altri cereali. Il frumento, invece, non è la coltura migliore per utilizzare l’elevata fertilità lasciata dai prati pluriennali (leguminose e graminacee). Nelle zone aride è tradizionale la successione del frumento al maggese, dove si mineralizza la sostanza organica del terreno e lo si arricchisce di acqua. La successione ad una coltura da rinnovo inoltre permette una lavorazione meno profonda del terreno, sod seeding o minimum tillage.

Concimazione
Il contenuto di azoto nel terreno spesso non è sufficiente a soddisfare i fabbisogni colturali, sia per la scarsa presenza che per la risposta ritardata rispetto ai fabbisogni delle singole fasi fenologiche. Durante i mesi freddi i processi sia di mineralizzazione che di nitrificazione sono praticamente sospesi a causa delle basse temperature (salvo rare e momentanee occasioni di tepore); esse riprenderanno a primavera con il riscaldamento del terreno, ma troppo tardi rispetto al fabbisogno del frumento nella fase di levata.
Il fosforo e il potassio non sono dilavabili essendo adsorbiti dal terreno e vengono rilasciati nella soluzione circolante man mano che la coltura li assorbe: basta perciò integrare la dotazione del terreno, se insufficiente, con concimazioni presemina.
Durante i mesi freddi nei quali il frumento svolge la lunga fase dell'accestimento, esso può contare solo sull'azoto nitrico residuale della coltura precedente, la cui quantità varia secondo il contenuto di sostanza organica del terreno, il tasso di mineralizzazione e il residuo di concimazione non utilizzata dalla coltura precedente. Inoltre questa piccola quota di azoto nitrico residuale può essere dilavata, tutta o in parte, dalle piogge autunno/vernine. In conclusione, il terreno è un pessimo fornitore di azoto al frumento. Considerato che questo elemento è il principale fattore della resa quanti-qualitativa del grano e che la fornitura di azoto nitrico è scarsa e, comunque, tardiva, da ciò deriva che l'agricoltore deve intervenire con apporti di concimi azotati in funzione del fabbisogno in ogni fase dello sviluppo.


Epoca delle concimazioni.

Concimazione fosfo-potassica.
Il fosforo e il potassio sono trattenuti dal terreno e sono dotati di scarsissima mobilità. Pertanto è necessario che essi vengano interrati fino alla profondità in cui si svilupperanno le radici.
Concimazione azotata.
La tecnica di concimazione azotata migliore è quella di distribuire l'azoto non molto prima del periodo di utilizzazione da parte della coltura per ridurre al minimo il rischio di dilavamento. Pertanto concimazioni abbondanti alla semina sono da sconsigliare, anche visti i limitati fabbisogni iniziali della coltura e la presumibile «forza vecchia» presente nel terreno.
Solo dopo colture sfruttanti (ristoppio, sorgo) e/o dopo l'interramento della paglia, un apporto supplementare di 20-40 kg per ettaro di azoto può essere applicato alla semina, insieme al concime fosfatico (Fosfato biammonico 18-46-0).

A parte il caso sopra citato, tutto il fabbisogno di azoto può essere soddisfatto con concimazioni in copertura: la tecnica migliore è di fare 2-3 concimazioni:
- la prima, nel mese di gennaio per favorire l'accestimento; si potrebbe omettere nel caso la coltura si presentasse in buone condizioni di sviluppo e di colore verde intenso, in caso contrario va fatta con il 15-20% della dose totale prevista (Nitrato di calcio);
- la seconda, indispensabile nel mese di febbraio, per favorire il viraggio e la morfogenesi delle spighe, distribuendo il 35-40% del totale, (Nitrato ammonico);
- la terza, fondamentale in marzo, poco prima dell'inizio della levata, per assicurare il soddisfacimento degli elevatissimi fabbisogni durante la levata: ciò distribuendo la rimanente quota del 45-50% del totale, (Urea 46%).
 

Ultime news su frumento duro

2020
10

Fertilizzazioni chirurgiche

Fertilizzazioni chirurgiche - colture - Fertilgest

La somministrazione mirata alle colture di fertilizzanti innovativi è la via più virtuosa per aumentare la sostenibilità delle pratiche di nutrizione vegetale senza intaccare le rese

Leggi tutto

Forum - Ultima discussione su frumento duro

Diserbo grano duro

Salve, vorrei sapere quale diserbante è più indicato per combattere il Cirsium arvense che si trova nel mio campo di grano duro? Cordiali saluti!

Rispondi sul forum
Altre discussioni recenti
Diserbo grano duro 0 risposte
Grano dichiarato duro importato dal Canada 0 risposte
Concimazione grano duro 1 risposte

Suggerimenti? Pensi che le informazioni riportate in questa pagina siano da correggere? Scrivici per segnalare la modifica. Grazie!

I nostri Partner

I partner sono mostrati in funzione del numero di prodotti visualizzati su Fertilgest nella settimana precedente

Fertilgest® è un sito realizzato da Image Line®
® marchi registrati Image Line srl Unipersonale (1990 - 2020)