Coltura in pieno campo
Per l’azoto ed il potassio, il periodo di più intensa asportazione coincide con la differenziazione dell’apice caulinare e con il periodo di maggiore produzione. L’impiego di fertilizzanti organici è sempre consigliabile.
È stato accertato che il calcio migliora la serbevolezza dei cespi, ed il magnesio ne migliora la colorazione delle foglie.
Nel caso di coltivazione invernale si raccomanda di aumentare la dose di nutrienti a causa del maggior dilavamento e delle basse temperature.
È buona regola apportare la maggior parte del fosforo e del potassio prima dell’impianto, e frazionare più possibile l’apporto azotato.
La fertirrigazione si conferma la pratica più interessante per facilitare il frazionamento dell’azoto.
Coltura in ambiente protetto
Oltre alle considerazioni già fatte per la coltivazione in pieno campo, per la coltura in serra le cure colturali saranno più attente, specialmente per quanto riguarda l’irrigazione e la concimazione in copertura. Questa dovrà essere un po’ più ricca, facendo sempre attenzione al fatto che la lattuga non sopporta la salinità.
È buona norma applicare i fertilizzanti con la fertirrigazione, con turni frequenti, sottoforma di soluzione nutritiva alla concentrazione di 1,4-1,7 g/l di nutrienti.
L’irrigazione è uno degli strumenti essenziali per ottenere una produzione abbondante e di buona qualità. È importante mantenere un costante grado d’umidità nel terreno, senza mai provocare ristagni d’acqua. La lattuga non tollera acque con salinità superiore a 2,0-2,2 µS/cm.
Il sistema d’irrigazione può essere a pioggia, preferendo in ogni caso la microirrigazione e la fertirrigazione.
La lattuga in coltivazione idroponica ed aeroponica in serra.
Si tratta di una tecnica colturale dove le piante non crescono su un substrato solido (come terra, torba, lana di roccia, fibra di cocco, ecc.) ma con l’apparato radicale immerso nell’acqua.
La tecnica di coltivazione idroponica più utilizzata è il “Floating system” caratterizzata dalla coltivazione delle piante in appositi alveoli galleggianti in vasche con 25-30 cm in altezza di soluzione di acqua e nutrienti.
La tecnica aeroponica si caratterizza invece per l’assenza di qualsiasi substrato solido o liquido, dove le piante vengono alimentate esclusivamente da una soluzione nutritiva acquosa nebulizzata sulle radici, in appositi contenitori o canalette, contenente in opportuni dosaggi i macro e micro nutrienti necessari.