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L'estate sta finendo: iniziano le brassicacee

La corretta concimazione delle brassicacee permette non solo di massimizzare le produzioni, ma anche di elevare il loro grado qualitativo, incluso il colore, nonché minimizzare problemi come il cosiddetto gambo vuoto

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Brassicacee in campo: meglio fertilizzarle bene

Fonte immagine: Gabriele Rohde

Fine estate: nei campi si fanno largo le brassicacee per le quali è arrivato il momento del trapianto. Colture preziose che trovano ottima collocazione nei mesi autunnali, permettendo di raccogliere cavoli cappucci, cavolfiori, cavoli verze, broccoli, cime di rape e cavolini di Bruxelles.

Come per qualsiasi altra coltura, o raggruppamento colturale, anche per le brassicacee valgono i concetti di quantità e di qualità della produzione. Soprattutto quest’ultima consente di massimizzare i ritorni economici degli investimenti sostenuti. Quindi, oltre a un’efficace difesa fitosanitaria da insetti e patogeni è necessario seguire piani di concimazione articolati e razionali durante l’intero ciclo colturale.

In tal senso sono da segnalare molti concimi speciali utilizzabili sia tramite applicazioni al terreno, sia con trattamenti fogliari. Il loro oculato mix permetterà di soddisfare al meglio le differenti esigenze fisiologiche delle piante per come si susseguono nel tempo.
 
IL CAVOLFIORE
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Fase di emergenza/trapianto

Fase delicatissima quella fino allo stadio di 6-8 foglie. Quindi è bene che già nel terreno siano presenti alcuni elementi nutritivi indispensabili per le colture. Per tali ragioni la prima mossa da compiere è per esempio la distribuzione in tale fase di prodotti contenenti acidi umici/fulvici e per meglio superare la crisi di trapianto dei biostimolanti a base di aminoacidi, atti anche a migliorare lo sviluppo radicale.

In special modo fra le 4 e le 6 foglie divengono particolarmente utili applicazioni fogliari di prodotti contenenti boro, potassio, magnesio (fondamentale per la fotosintesi) e calcio, in special modo in quei terreni che mostrino scarsa inclinazione verso l’assorbimento di questo elemento.

Quando trattasi di microelementi, ovviamente, meglio se questi sono presenti in forma chelata facilmente assorbibile. Si sta parlando di ferro, manganese e zinco, talvolta integrati da boro e molibdeno. In special modo il boro appare fondamentale per migliorare gli aspetti qualitativi di cavolfiori e broccoli, permettendo al contempo di minimizzare il cosiddetto “gambo vuoto” e di migliorare il peso e l’intensità del colore finale.
 

Sviluppo del capolino

Ancora il calcio protagonista nella fase di ingrossamento dei capolini, come pure in fase di maturazione, meglio se accompagnato da prodotti specialistici, somministrati per via fogliare, contenenti potassio e aminoacidi liberi atti a migliorare proprio le qualità merceologiche dei raccolti.

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