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Vite: nutrizione sostenibile e gestione degli stress abiotici

Yara e la Scuola Enologica di Alba (Cn) hanno avviato una sperimentazione quinquennale per migliorare la qualità dell'uva e la resilienza della vite, grazie all'uso di fertilizzanti e biostimolanti. Presentati il 12 novembre 2025 i primi risultati su Barbera e Nebbiolo

Vite: nutrizione sostenibile e gestione degli stress abiotici - le news di Fertilgest sui fertilizzanti

Il 12 novembre 2025, presso la Scuola Enologica di Alba, sono stati presentati i risultati del primo anno di sperimentazione su due varietà di vite, Barbera e Nebbiolo

Fonte immagine: © Agronotizie

Mai come oggi, in un contesto segnato da crisi climatica e turbolenze geopolitiche, serve fare rete. Costruire collaborazioni interdisciplinari tra mondo della formazione, della ricerca e dell'industria agroalimentare è fondamentale per affrontare sfide sempre più complesse. Salute del suolo, impatti degli stress abiotici, efficienza nutrizionale, ma anche nuove esigenze del mercato e della filiera, sono tutti aspetti da considerare.


Un esempio virtuoso arriva da Yara, Azienda specializzata nella nutrizione delle colture, e dalla Scuola Enologica di Alba (in provincia di Cuneo), Istituto di Istruzione Superiore (Iis) che offre formazione in ambito vitivinicolo ed enologico. Insieme hanno avviato una collaborazione quinquennale con l'obiettivo di sviluppare strategie nutrizionali innovative per la viticoltura delle Langhe, del Roero e del Monferrato, e garantire produttività e qualità anche in uno scenario climatico instabile.


Il 12 novembre 2025, presso la Scuola Enologica di Alba, sono stati presentati i risultati del primo anno di sperimentazione su due varietà di vite simbolo del territorio, Barbera e Nebbiolo. I protocolli messi a punto prevedevano l'utilizzo di biostimolanti e concimi organici, strumenti tecnici ormai imprescindibili per promuovere la resilienza della vite, migliorare la qualità dell'uva e sostenere la fertilità del suolo in chiave rigenerativa.

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"L'obiettivo di queste collaborazioni è proprio quello di formare tecnici e coltivare studenti a servizio dell'agricoltura - ha sottolineato Emanuele Fenocchio, professore della Scuola Enologica - è una opportunità di arricchimento che i tecnici tornino dentro le scuole per condividere ciò che stanno facendo fuori. È qualcosa di diverso, accattivante e più formativo per gli studenti, che diventeranno poi i tecnici di domani".

 

Viticoltura e cambiamento climatico: alla ricerca di strategie resilienti e sostenibili

Nella viticoltura del futuro, tollerare lo stress sarà la chiave per produrre qualità. Il trend delle temperature medie stagionali, infatti, è in crescita e, secondo le proiezioni, continuerà a salire almeno fino al 2050. Diverso, invece, sarà l'andamento delle precipitazioni: diventeranno sempre più irregolari, con piogge meno frequenti ma più intense.


Temperature medie stagionali Barolo

(Fonte: Yara)

 

In questo scenario, la collaborazione tra Yara e la Scuola Enologica di Alba ha puntato fin da subito su un obiettivo concreto: trovare soluzioni per aiutare la vite ad affrontare gli stress abiotici, in particolare quelli estivi.

 

La siccità prolungata, le temperature elevate, la scarsa umidità del suolo e l'esposizione ai raggi Uv sono fattori sempre più frequenti, in grado di influire direttamente sul grappolo. Questi stress possono esporlo a condizioni di calore eccessivo e a fenomeni di sovramaturazione, con conseguenti alterazioni nei metaboliti delle bacche, riduzione dell'accumulo di antociani e compromissione della qualità finale.


In questo senso, i biostimolanti e i concimi organici rappresentano strumenti agronomici efficaci per rafforzare la pianta e preservarne la produttività. Includere questi prodotti in un piano agronomico non significa solo implementare buone pratiche ma perseguire una strategia lungimirante verso la sostenibilità: una direzione sempre più condivisa a livello globale. A dimostrarlo, il recente aggiornamento dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv) sulle metodologie per il calcolo delle emissioni di gas serra nel settore vitivinicolo.


In questo contesto climatico e ambientale, la strategia di Yara si colloca come risposta concreta alle principali sfide globali, sintetizzata nel messaggio "Growing a nature positive food future". L'obiettivo è guidare la transizione verso un futuro agroalimentare che operi in armonia con la natura, condizione imprescindibile per garantire non solo la sostenibilità ambientale, ma anche la competitività economica e la prosperità del settore agricolo.

 

Le prove in campo e i risultati: Barbera e Nebbiolo a confronto

Presso la Scuola Enologica di Alba, Yara ha focalizzato la propria attività su due campi prova dedicati alle varietà Barbera e Nebbiolo, per valutare l'efficacia di strategie nutrizionali pensate per preservare qualità e produttività anche in condizioni di elevato stress ambientale. Nel caso del Nebbiolo, particolare attenzione è stata dedicata anche all'incremento del contenuto di antocianine nel grappolo.

 

Il protocollo e i rilievi per entrambe le prove sono stati identici. I testimoni non prevedevano alcun trattamento fertilizzante, ma solo interventi fitosanitari. Nelle tesi Yara, invece, è stato applicato un concime organo minerale al suolo prima della ripresa vegetativa, a cui sono seguite applicazioni di prodotti liquidi compatibili con i trattamenti di difesa.

 

Prodotti Yara per la vite

Protocollo per la protezione dallo stress termico della vite

(Fonte: Yara)


Il primo rilievo sui campi di Barbera, condotto a luglio 2025, ha mostrato che il diametro medio della bacca era decisamente più elevato nelle parcelle trattate con la strategia Yara. A fronte di un'attività fotosintetica simile (indice Spad), la pianta ha destinato più energia all'accrescimento dei frutti.

 

Il risultato più evidente è stato un incremento del 26,2% della resa trasformabile per ettaro, senza compromessi sulla qualità. Il valore del grado Brix, infatti, è risultato in linea con quello del controllo, mentre è aumentata la durezza delle bacche, fattore che migliora la resistenza a spaccature e infezioni fungine.


Nel campo di Nebbiolo, il primo rilievo ha evidenziato un'incidenza inferiore dei danni da insolazione nella strategia Yara rispetto allo standard aziendale. È stato osservato anche un incremento dell'attività fotosintetica per cui la pianta ha sofferto meno gli stress ambientali. Al momento della raccolta, nel Nebbiolo si è registrato un incremento di resa del 7% rispetto al controllo.

 

In particolare, è la qualità ad essere aumentata di più: pur a fronte di un grado Brix simile, le bacche trattate con la strategia Yara hanno mostrato una durezza superiore e, soprattutto, un contenuto molto più elevato di antocianine e polifenoli della buccia. La letteratura riporta come gli stress estivi conducano generalmente a un accumulo di zuccheri, riduzione dell'acidità e minor produzione di antociani. Tutti trend che la strategia Yara è riuscita a invertire.

 

Sintetizzando, i risultati del primo anno di sperimentazione sono positivi: l'investimento è stato ripagato. Nel Barbera si è registrato un significativo aumento della produzione, mantenendo comunque buoni parametri qualitativi; nel Nebbiolo, invece, l'incremento produttivo è stato più contenuto, ma accompagnato da un deciso aumento del contenuto di antocianine, quindi colore e polifenoli.

 

I prodotti Yara: qualità e resilienza in vigneto

Di seguito due dei prodotti utilizzati durante la sperimentazione: il biostimolante a marchio Ce YaraAmplix Actisil e il concime organo minerale YaraSuna Riflora.

 

YaraAmplix Actisil

Si tratta di un biostimolante liquido che aiuta la vite a tollerare gli stress idrici, termici e da insolazione.


La sua efficacia deriva dalla sinergia tra silicio, colina e calcio. Il calcio, presente in piccole quantità, non agisce da nutriente ma da messaggero cellulare secondario, stimolando le risposte della pianta agli stress.


Il silicio, invece, favorisce diversi processi metabolici:

  • agisce come precursore della lignina, contribuendo così all'integrità strutturale e fisica delle piante;
  • partecipa all'ispessimento delle pareti cellulari garantendo maggiore consistenza dei tessuti e minore suscettibilità alla disidratazione;
  • può aiutare nel trasporto dei nutrienti.

La colina è un componente chiave della tecnologia brevettata ch-Osa®: questa molecola stabilizza l'acido ortosilicico, rendendolo assorbibile dalla pianta e potenziandone l'efficacia.


La colina è, inoltre, precursore della glicinbetaina, aiutando così la pianta a regolare l'equilibrio idrico interno in caso di stress osmotico.

 

YaraSuna Riflora

In un'ottica di viticoltura rigenerativa, YaraSuna Riflora rappresenta uno strumento chiave per il miglioramento della fertilità del suolo, grazie all'elevato contenuto di carbonio organico e a una formulazione bilanciata di nutrienti.


È un concime organo minerale a base di letame, farina di carne e ossa, farina di piume e solfato potassico. È stato pensato proprio per colture ad alta esigenza potassica come la vite.

 

Il carbonio presente ha un alto grado di umificazione e quindi un'alta concentrazione di acidi umici e fulvici che favoriscono la crescita dell'apparato radicale, complessano i nutrienti rendendoli disponibili nel lungo periodo e li proteggono anche dal dilavamento e dalla perdita di nutrienti.


La sua efficacia agronomica è amplificata dall'assenza di trattamenti termici sulla materia prima, che preserva la vitalità microbiologica.


YaraSuna Riflora migliora la biodiversità del suolo e quindi la presenza di microrganismi utili (come i Plant Growth Promoting Rhizobacteria e le micorrize), migliora la struttura del suolo, incrementa la ritenzione idrica e rilascia gradualmente i nutrienti nel tempo. Una soluzione pensata non solo per nutrire, ma anche per costruire salute e resilienza a partire dal suolo.

 

Il progetto promosso da Yara e dalla Scuola Enologica di Alba rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra imprese e formazione possa generare soluzioni efficaci e replicabili.

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