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Uva da tavola a metà strada: l'importanza della nutrizione

Fino ad autunno inoltrato proseguirà la raccolta dell'uva da tavola. Doveroso sostenere la coltura anche nei mesi autunnali con adeguati apporti di fertilizzanti speciali

Uva da tavola a metà strada: l'importanza della nutrizione - le news di Fertilgest sui fertilizzanti

Uva da tavola sotto tendone, in provincia di Bari

Fonte immagine: Donatello Sandroni

Un ciclo lungo e impegnativo quello dell’uva da tavola, la cui raccolta è ormai iniziata e proseguirà fino all’autunno inoltrato, sfidando gli abbassamenti di temperature, gli aumenti di umidità e, quindi, anche i problemi fitosanitari e nutrizionali più delicati.

Per la difesa contro la botrite esiste una pletora di agrofarmaci in grado di contenere tale patologia. Analogamente, appare generosa anche la disponibilità di prodotti specialistici per la nutrizione in fase di ingrossamento degli acini e della loro maturazione.

Se la concimazione di fondo vale soprattutto per i macroelementi, da somministrarsi con cautela alla coltura per via fogliare, le integrazioni di microelementi e aminoacidi può perfezionare invece le fasi in cui oltre alla quantità si deve puntare alla qualità dei raccolti. Aspetto, peso, croccantezza, colore sono tutte caratteristiche che vengono infatti premiate dai mercati. O, per lo meno, evitano se presenti che le partite di merce vengano penalizzate in termini di prezzi.

La buona salute degli acini farà poi anche sì che migliori la shelf-life del prodotto, a patto ovviamente che tale salute sia garantita anche contro parassiti e patogeni. Peraltro, boro, ferro e zinco, quando somministrati per via fogliare, risultano consigliabili in presenza proprio di basse temperature. La vite è inoltre una delle colture che meglio si avvantaggiano di trattamenti fogliari, grazie alla particolare predisposizione all’assorbimento degli elementi garantita dall'apprezzabile microrugosità delle foglie e dall’elevata presenza di stomi.
 
L'UVA DA TAVOLA
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Anche la somministrazione di biostimolanti di derivazione algale o a base di idrolizzati enzimatici, ricchi di aminoacidi, permette alla coltura di sviluppare acini e grappoli in modo più equilibrato, permettendo poi ottimi calibri alla raccolta senza forzare il processo di distensione dei tessuti, forieri talvolta di spaccature. Ovvero il cosiddetto “cracking”.

Per chi dispone poi di impianti di fertirrigazione, durante la fase di ingrossamento acini possono risultare utili applicazioni di formulati liquidi ad alta solubilità contenenti potassio e microelementi chelati.

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