Arancio

Classificazione coltura: Fruttiferi > Agrumi
Arancio - Coltivazione e fertilizzanti consigliati - Colture - Fertilgest
Classificazione botanica
Famiglia: 
Rutaceae
Genere: Citrus 
Specie: Citrus sinensis L.
L’arancio (Citrus sinensis L.) appartiene al genere Citrus, della famiglia delle Rutaceae. È un antico ibrido, probabilmente fra il pomelo (Citrus maxima) e il mandarino (Citrus reticulata), ma da secoli cresce come specie autonoma.
Si propaga per innesto e talea e viene coltivato prevalentemente per la produzione di frutti da destinare al consumo fresco o alla trasformazione industriale, ma anche per scopi ornamentali.
Ha origini diverse e quasi sempre ricadenti in una vasta area dell’Asia sud-orientale.
Si è diffuso in molte altre parti del mondo, dal bacino del mediterraneo all’America e al Sudafrica. In Italia ha trovato una zona d’elezione nelle regioni meridionali, per il clima mite e per il tipo di terreno.
La principale regione produttrice è la Sicilia che da sola produce il 62% delle arance. Seguono in ordine la Calabria (20%), la Puglia (6%), la Basilicata (4%) e altre regioni.
Ha una scarsa resistenza al gelo, preferisce temperature comprese tra 13 e 30°C. Subisce danni da gelo con temperature di poco inferiori a 0°C. Risultano dannose le temperature superiori ai 35-37°C, specie se si verificano in coincidenza di condizioni di bassa umidità relativa e durante la fase dell’allegagione.
La presenza di venti forti e persistenti può provocare gravi danni (disseccamento delle foglie e dei giovani germogli, rotture meccaniche di rami, ferite da sfregamenti sugli stessi frutti). Per ovviare a tali inconvenienti si ricorre spesso ai frangiventi (vivi o morti).
Nei nostri climi, per ottenere una produzione valida, l’irrigazione è quasi sempre necessaria.
Riguardo al terreno, l’arancio predilige quello sciolto o di medio impasto, profondo, fertile, ben drenato (non sopporta i ristagni idrici), con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e ben dotato di sostanza organica. Rifugge i terreni troppo argillosi, calcarei e salsi.

 

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Ha
ton
ton/Ha
In generale, gli asporti di nutrienti dell'arancio dipendono anche dall’età dell’impianto.
Negli impianti adulti in produzione, ai fini del calcolo della dose di fertilizzanti si possono considerare le sole asportazioni nette, mentre in impianti giovani, nel cui suolo probabilmente non si è ancora instaurato un adeguato ciclo di mineralizzazione delle foglie cadute e del legno di potatura, è meglio utilizzare le asportazioni totali.
L’azoto rappresenta l’elemento più importante. Una parte consistente dell’azoto assorbito ritorna al suolo (con foglie e potatura) mentre le quantità asportate dai frutti dipendono molto dall’entità della produzione stessa. Diversamente da altre colture arboree da frutto, le asportazioni di potassio sono sensibilmente minori di quelle di azoto e calcio, anche in relazione a una sua minore concentrazione nell'arancia.
La produzione di arance è molto variabile: si possono raggiungere e superare le 40 tonn/ha, soprattutto con le varietà tardive come la Valencia. La resa media oscilla tra le 20-30 ton/ha.
Per produzione di circa 20-22 ton/ha, le asportazioni nette annuali si possono approssimare moltiplicando la produzione di frutti attesa (in tonnellate di peso fresco/ha) per un coefficiente pari a 1,5 per l’azoto, 0,2 per il fosforo, 1,0 per il potassio, 0,7 per il calcio e 0,1 per il magnesio.
L'azoto è un componente fondamentale di enzimi, vitamine, clorofilla e di altri costituenti cellulari che sono essenziali per la crescita e lo sviluppo delle colture. Pertanto, l'azoto è uno dei nutrienti più importanti per ottenere rese elevate nella produzione di agrumi.
Nel terreno, il valore analitico dell’azoto totale si trova per la maggior parte (97-98%) come sostanza organica e, non risulta disponibile alle piante se non dopo il processo di mineralizzazione. Il restante 2-3% si trova invece in forma minerale (maggioranza in forma ammoniacale trattenuta dalla capacità di sacambio cationico del terreno) e disponibile alla coltura.
Le colture con adeguati livelli di Azoto presentano un frutto con una buccia più spessa e dunque con un ridotto rischio di danni meccanici e incidenza di malattie. Troppo Azoto può portare a una buccia troppo spessadell'arancia, riducendo il contenuto di succo e la taglia dei frutti.  
Gran parte dell'aumento di resa è dovuto all'aumento del numero di frutti. L'azoto viene solitamente somministrato in 3-5 applicazioni di fertilizzanti nel corso della stagione di crescita della pianta.

 
Il fosforo è un componente degli acidi nucleici e dei lipidi e svolge un ruolo importante nel metabolismo, nel trasferimento di energia e nel trasporto dei prodotti della fotosintesi.
L'assorbimento di fosforo si ha per tutto il periodo di crescita, dopo la fioritura e fino a maturità del frutto. Una buona disponibilità è importante durante i periodi di crescita attiva delle radici, ad esempio in primavera.
La limitata disponibilità per le colture è dovuta al fatto che il fosforo tende ad immobilizzarsi nel terreno a causa principalmente della sua reazione come fosfato con il calcio.
La carenza di fosforo si verifica raramente, ma quando questa avviene può causare la riduzione della fioritura, ed un conseguente calo della produzione e ridotte dimensione dei frutti, con un minor contenuto di succo. Le foglie povere di fosforo diventano di color bronzo e sono più piccole del normale, e le foglie più vecchie necrotizzano ai margini e alla punta. In questi casi è necessario intervenire con applicazione di fertilizzanti fosfatici.

 
Il potassio è caratterizzato da un’elevata mobilità nelle piante a tutti i livelli: cellulare, istologico e nel trasporto a lunga distanza via xilema e floema. È inoltre estremamente importante nella traslocazione dei fotosintetati.
Insieme all'azoto, il potassio è uno dei nutrienti più importanti per la produzione di agrumi.
Il potassio è responsabile di diverse caratteristiche qualitative interne ed esterne dell'arancia, come la taglia, lo spessore della buccia o il colore.
Uno dei primi sintomi della carenza di potassio può essere la comparsa di macchie gialle/color bronzo lungo il margine delle foglie. Tali macchie si ingrandiscono e si congiungono fino a ricoprire completamente la foglia, che assume così lo stesso colore giallognolo. La rottura dei frutti è un altro sintomo di bassi livelli di potassio. Per evitare il manifestarsi di tali problemi, è necessario analizzare periodicamente i tessuti delle foglie.
La somministrazione di fertilizzanti potassici contribuisce allo sviluppo di foglie vigorose di colore verde scuro.
In certi casi può essere che l'applicazione di K al suolo possa essere inefficace, ad esempio su suoli argillosi con un'alta capacità di fissare il potassio e dove vi siano alti livelli nel suolo di Calcio e Magnesio. In questo caso è necessario ricorrere a fertilizzanti adatti all'applicazione fogliare.

 
Il calcio è un componente fondamentale delle pareti cellulari e ha anche un'influenza diretta sulla regolazione dei sistemi enzimatici e sull'attività dei fitormoni. Il calcio influenza inoltre l'allungamento dei tubi pollinici e la formazione dei semi.  
L'apporto di concimi a base di calcio è importante, in particolare durante le prime fasi della crescita e nel corso di tutto il periodo di aumento delle dimensioni dei frutti. Il calcio è l'elemento presente in quantità maggiore nelle foglie degli agrumi e la sua somministrazione ripetuta nel corso della stagione produce raccolti a resa elevata con una qualità ottimale dei frutti.
Il calcio è il terzo nutriente più utilizzato. È importante prendere nota del livello di nutrienti consumati nel frutto. Gli importi variano sensibilmente tra i vari tipi di agrumi.
In caso di carenza di calcio, le foglie possono manifestare dei sintomi nelle aree internervali simili a quelli causati dalla carenza di ferro o manganese, ma essi sono piuttosto rari. Si parla di carenza quando il livello di calcio nelle foglie è inferiore all'1,6%. Tuttavia, gli alberi perdono vigore e iniziano a perdere le foglie quando il livello di calcio nelle foglie scende sotto al 3%.
Il magnesio è necessario per molti processi negli alberi di agrumi, in particolare per la produzione di clorofilla. Gli aumenti di resa sono dovuti perlopiù all'aumento del numero dei frutti. Tuttavia un ottimale utilizzo del magnesio aumenta anche il contenuto di succo nei frutti.
In caso di carenze di magnesio le foglie presentano una clorosi internervale alla punta e ai margini, mentre la base della lamina fogliare rimane verde. Tali sintomi si presentano più spesso in cultivar che producono livelli più elevati di semi nei frutti, che richiedono più magnesio per la nutrizione. Le carenze di magnesio si verificano con maggiore probabilità in terreni degradati e acidi che contengono di natura bassi livelli di magnesio. L'assorbimento può essere ridotto anche in suoli calcarei che presentano livelli elevati di calcio libero.
Per una corretta concimazione è sempre necessaria l’analisi del terreno, da integrare con l’analisi fogliare che permette di sapere quali sono i livelli nutrizionali raggiunti dalla pianta e diagnosticare così eventuali situazioni di carenza o di eccesso dei diversi elementi nutritivi. Per l’analisi fogliare il prelievo va fatto a fine estate-inizio autunno, prelevando foglie emesse cinque-sette mesi prima da rami non fruttiferi.
 
Irrigazione
L’ambiente mediterraneo è caratterizzato da una scarsa piovosità, oltretutto concentrata nel periodo autunno-vernino. Risulta quindi assolutamente necessario il ricorso all’irrigazione per rispondere ai fabbisogni irrigui nel periodo estivo.
Gli agrumi, poi, risultano particolarmente esigenti nei confronti della qualità delle acque irrigue; infatti un elevato contenuto di cloro, boro e sodio ed altri elementi provocano una sintomatologia caratteristica a causa di un loro accumulo nel terreno e nelle foglie e nei casi gravi una riduzione della qualità e quantità di produzione. La tolleranza nei confronti dei vari sali risulta altamente variabile in relazione al portinnesto e alla specie.
Per quanto riguarda i sistemi di irrigazione, oltre ai tradizionali metodi per scorrimento a conche e infiltrazione a solchi, risulta attualmente preferito quello per aspersione sotto chioma e la microirrigazione a goccia.
 
Gestione delle infestanti
Per il controllo delle erbe infestanti, responsabili di esercitare una spiccata competizione idrica nel periodo primaverile-estivo, viene generalmente praticato il diserbo - più raramente la pacciamatura - generalmente stagionale, cioè attuato solo nel periodo primaverile-estivo dopo che con una lavorazione superficiale si è provveduto alla triturazione delle erbe accresciutesi nel corso delle due precedenti stagioni. In questo modo si ha, durante l’anno, la coesistenza dell’inerbimento e del diserbo, il che permette di non rinunciare ai vantaggi del primo (per es. accumulo di sostanza organica).
 

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Forum - Ultima discussione su arancio

Concimazione impianto agrumi

Salve sono nuovo nel forum, ho impiantato da una settimana un agrumeto con arancio Tarocco, pompelmo rosa e limoni. È arrivato il momento di iniziare a concimare. Inizierò con acidi umici, fulvici, aminoacidi, alghe in versione granulare; in seguito, a distanza di un mese, mi hanno consigliato urea fosfato 17,5-44 in fertirrigazione. Che ne pensate? Grazie in anticipo

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