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Tutto quel che c'è da sapere sui concimi a cessione controllata

Le tecnologie della cessione controllata ICL per evitare lo spreco di prodotto, il dilavamento, la denitrificazione e la volatilizzazione

Tutto quel che c'è da sapere sui concimi a cessione controllata - le news di Fertilgest sui fertilizzanti

Un Crf completamente rivestito è l'opzione più efficace per ridurre le perdite di nutrienti, la quale, a sua volta, aumenta l'efficacia dell'utilizzo dei nutrienti del fertilizzante, con minori emissioni nell'ambiente

I concimi a cessione controllata (Crf) sono in commercio da molto tempo e spesso si dà per scontato il loro "funzionamento". Ma la scienza dietro agli avvolgimenti è sempre in fermento e non è da sottovalutare la rapida evoluzione dei prodotti.

Quali sono le nozioni fondamentali da tenere in mente quando si parla di Crf? Ne parliamo qui di seguito.


Efficacia superiore dell'utilizzo dei nutrienti

Si considera che l'utilizzo dei Crf dia la più alta efficacia nella distribuzione dei nutrienti. I fertilizzanti convenzionali si sciolgono nel suolo subito dopo l'applicazione, fornendo nutrimento soltanto per un breve lasso di tempo. Si rendono così indispensabili numerose applicazioni di fertilizzante, per assicurare che le colture ricevano il nutrimento necessario. Questo può però comportare difficoltà a livello pratico, risultare costoso e, come sappiamo dagli studi più recenti, intensificare i problemi di compattazione del suolo.


Come funzionano i Crf

Grazie agli speciali avvolgimenti, i granulati Crf cedono i propri nutrienti gradualmente, lungo un periodo di tempo definito. A seconda della longevità dei prodotti Crf, infatti, la cessione dei nutrienti impiega da diverse settimane a molti mesi.

I Crf forniscono una miglior efficacia dell'utilizzo dei nutrienti, mediante la riduzione delle dispersioni di questi ultimi nell'ambiente, nonché grazie a nuovi metodi di applicazione, come quella nella buca d'impianto.

La migliore efficienza nell'uso dei nutrienti viene conseguita con la rigorosa corrispondenza tra le esigenze nutrizionali delle colture e la cessione dei nutrienti dei Crf. Ciò non solo porta a una crescita ottimale, ma riduce anche il dilavamento dei nutrienti, la volatilizzazione, la denitrificazione e lo scorrimento superficiale dell'acqua (run-off).

I Crf sono in grado di mantenere o aumentare i rendimenti delle colture a fronte di apporti inferiori totali di nutrienti, un vantaggio non trascurabile in quelle regioni in cui, per esempio, i regolamenti hanno cominciato a limitare gli apporti totali di azoto.

I Crf riducono il numero di applicazioni necessarie: un vantaggio significativo sui costi della manodopera o dove la meccanizzazione e il trasporto dei fertilizzanti risultano difficili, a causa di pendii ripidi e infrastrutture carenti (ad esempio nelle regioni tropicali).


Vantaggi misurabili

A seconda delle circostanze della coltivazione, i Crf possono ridurre in modo significativo:
  • l'uso totale dei fertilizzanti, da un tasso del 20% fino a ben il 50%;
  • il dilavamento, con tassi fino al 55%;
  • la denitrificazione, con tasso medio fino al 40%;
  • la volatilizzazione, con tassi fino al 40%.


Che cos'è un fertilizzante a cessione programmata (Crf)?

È importante ricordare che non tutti i Crf sono uguali e che, spesso, il termine Crf è impiegato erroneamente, quando invece si intende parlare di fertilizzanti a lenta cessione (Srf).

Leggiamo le definizioni ufficiali dei due tipi di concime.

Crf: "Concime in cui il rilascio dei nutrienti è controllato, in accordo con quanto dichiarato come valori rilasciati di nutrienti e il tempo di rilascio ad una determinata temperatura" (Iso 8157:2015).

Srf: "Concime i cui nutrienti disponibili alle piante sono distribuiti lungo un lasso di tempo, per idrolisi e/o biodegradazione e/o solubilità limitata, se confrontati a un prodotto 'solubile di riferimento', per esempio solfato di ammonio, nitrato di ammonio e urea" (Iso 8517:2015).

Il meccanismo di cessione dei nutrienti per i due fertilizzanti è dunque completamente diverso. Gli Srf sono sostanze minerali che impiegano un tempo determinato a sciogliersi o a cedere i propri nutrienti. I Crf richiedono un rivestimento di buona qualità e un processo di produzione costante. Mentre la cessione dei nutrienti degli Srf è influenzata da temperatura, acqua, pH del suolo e microrganismi, i Crf sono influenzati soltanto da acqua e temperatura.


Tecnologie a cessione programmata

Un'altra importante differenza (e forse la più determinante) risiede nei materiali applicati per creare il rivestimento. È importante rendersi conto che tali differenze esistono e che influenzano direttamente l'efficacia della cessione dei nutrienti. La tecnologia di avvolgimento più efficiente è quella di più recente creazione, a rivestimento di polimeri, che consente la miglior programmazione della cessione dei nutrienti, soddisfacendo così più efficacemente le necessità della pianta, senza picchi, né cadute nella cessione.

Tecnologie a cessione programmata
Sviluppi attuali nei fertilizzanti a cessione programmata

Un altro aspetto da considerare nella scelta di un Crf è quello dei diversi nutrienti, della loro combinazione e persino del loro livello di rivestimento. Una miscela di fertilizzanti, formata da un solo 10% rivestito, è spesso definita a cessione programmata; tuttavia, come si può immaginare, le sue caratteristiche di longevità, efficacia ed effetto sulla sicurezza della pianta differiscono notevolmente da un Crf rivestito al 100%.

Quanto più vicino alle radici della coltura viene applicato il fertilizzante, tanto più importante risulta l'utilizzo di un prodotto Crf completamente rivestito. In silvicoltura, per esempio, in cui i fertilizzanti sono applicati nella buca d'impianto e il giovane albero o piantina viene trapiantato direttamente in essa, è essenziale contare su un Crf di buona qualità, rivestito al 100%.

Un Crf completamente rivestito è l'opzione più efficace per ridurre le perdite di nutrienti, la quale, a sua volta, aumenta l'efficacia dell'utilizzo dei nutrienti del fertilizzante, con minori emissioni nell'ambiente.


Le tecnologie della cessione controllata ICL per l'agricoltura

La tecnologia di cessione Resin permette il rilascio controllato dei nutrienti attraverso il rivestimento protettivo a base di resina, attivato e regolato dalla temperatura del terreno. Resin combina il rilascio di azoto, fosforo e potassio allo stesso tempo, inoltre i prodotti realizzati con questa tecnologia possono essere localizzati sulla fila o nella buca di impianto, garantendo la massima efficienza nutritiva.

Tecnologia Resin
Tecnologia di cessione Resin

La E-Max comprende una membrana polimerica che stimola l'assorbimento delle sostanze nutritive, il cui schema di cessione dipende dalla temperatura e dall'umidità e offre molteplici soluzioni in termini di durata. La membrana semipermeabile regola il rilascio giornaliero dei nutrienti, rendendolo più rapido a temperature elevate e più lento con il loro abbassamento, in modo da soddisfare al meglio il fabbisogno delle colture.

Tecnologia E-Max
Tecnologia di cessione E-Max

Poly-S è una membrana a base di zolfo che reagisce ai microorganismi presenti nel terreno e nell'acqua a prescindere dalla temperatura. La tecnologia Poly-S di ICL riduce sensibilmente la quantità di azoto rilasciato nell'ambiente perché lo protegge dal dilavamento e dalla volatizzazione, aumentandone l'efficacia. Inoltre, il rivestimento a base di zolfo aumenta il valore nutrizionale e migliora il rendimento e la qualità delle colture.

Tecnologia di cessione Poly-S
Tecnologia di cessione Poly-S

Scopri maggiori informazioni sui concimi granulari a cessione controllata a questo link o contatta il supporto tecnico e commerciale ICL

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