2020
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Qualità del vino controllata a partire dal campo

Ilsa ha consolidato la sua metodologia per ottenere un'uva più adatta al processo di vinificazione, con prodotti specifici nei momenti giusti di applicazione

Qualità del vino controllata a partire dal campo - le news di Fertilgest sui fertilizzanti

Gioca un ruolo importante l’azoto presente nel mosto sotto forma di amminoacidi (Foto di archivio)

Fonte immagine: © anaumenko - Fotolia

Come facciamo a stabilire se un vino è buono? O, al limite, se è migliore di un altro?
Il prezzo? La varietà? La cantina di produzione? L’annata? O tutto è riconducibile al solo “assaggio”?
Anche l’analisi sensoriale, che attribuisce una “stella” o un “calice” in più o in meno sulle numerose guide di settore, rimane comunque un’esperienza molto soggettiva. Se un sommelier particolarmente quotato esprime un giudizio di qualità su un vino, è importante e il parere di un critico esperto conta ma può non trovare il consenso di altri amanti del vino, che potrebbero preferirlo più o meno corposo, alcolico o più “leggero”, dal retrogusto più o meno importante.

Come fare allora per avere una linea guida? E’ possibile stabilire alcuni requisiti minimi per definire un vino “buono”? Sicuramente sì! Va considerata la giusta combinazione tra zuccheri, alcoli, acidi, tannini, che rendono un vino apprezzabile al palato, senza che nessuna delle componenti prevalga troppo sulle altre. 
Per ottenere ciò, è possibile operare a diversi livelli, sia a partire dal campo, ottenendo un’uva con le caratteristiche desiderate, sia in fase di vinificazione esaltando gli aspetti sensoriali desiderati ed evitando di intervenire con abbondanti solfitazioni o altre aggiunte esterne.

Ilsa, azienda che produce fertilizzanti di origine proteica e biostimolanti naturali, ha consolidato la sua metodologia per ottenere un’uva più adatta al processo di vinificazione, con prodotti specifici nei momenti giusti di applicazione. Specialità nutrizionali che consentono al mosto in fermentazione di raggiungere naturalmente i valori ottimali, senza ricorrere (o almeno eccessivamente) a prodotti chimici di sintesi lungo la filiera di produzione vitivinicola.

Gioca un ruolo importante l’azoto presente nel mosto sotto forma di amminoacidi (Apa: Azoto prontamente assimilabile), che costituiscono il nutrimento per i lieviti responsabili della fermentazione (Saccharomyces cerevisiae), in particolare arginina, alanina, glutammina, serina e valina. L’alto contenuto in Apa evita fermentazioni stentate o in arresto e, di conseguenza, riduce i rischi di presenza di zucchero residuale e soprattutto, di numerosi difetti olfattivi e gustativi. 

Infatti, in assenza di Apa, il lievito tende ad incrementare la produzione di acido solfidrico ed altre molecole negative con comparsa di problemi di riduzione del profilo organolettico generale. E quando si parla di azoto, Ilsa è il referente ideale perché con l’azoto ci lavora da oltre 60 anni. Un azoto organico di origine proteica e ottenuto dal collagene, la più nobile delle materie prime impiegate per produrre Fertilizzanti, grazie alla qualità del profilo di amminoacidi (quelli più importanti per le piante) e all’alto contenuto di carbonio organico tutto “estraibile”, che consente un rilascio equilibrato ed efficiente di azoto per le piante.

L’assimilazione lenta e regolare di azoto organico, consente alle piante di trasferire nei grappoli la giusta quantità di APA per avere un ottimale processo di vinificazione. Inoltre, sempre in vigneto, l’applicazione per via fogliare e in fertirrigazione di azoto e amminoacidi crea il giusto equilibrio tra le componenti in fase di vinificazione, per ottenere un vino sicuramente buono e apprezzato dai palati più fini.

Per questo Ilsa consiglia l’applicazione al suolo dei concimi proteici a base di Agrogel® (Gelatina idrolizzata per uso agricolo) e in fertirrigazione e/o in fogliare di concimi a base di Gelamin® (Gelatina Idrolizzata fluida per uso agricolo), formulati che consentono una progressiva e regolare assimilazione di azoto organico e amminoacidi.

Per la concimazione di fondo, Fertil 12,5 e Fertil 10 se vogliamo apportare solo un alto contenuto di azoto organico o, al limite, alcuni mesoelementi. Progress Micro (NPK 6.5.13 + zolfo) e Biofrutteto KS (NPK 5.10.15 + zolfo e calcio) se vogliamo fornire tutti gli elementi indispensabili e in maniera equilibrata. Fertilizzanti naturali, a base di Agrogel®, tutti consentiti anche in agricoltura biologica ma largamente utilizzati in convenzionale, grazie alla loro alta efficienza di rilascio a vantaggio della coltura, e della sostenibilità ambientale.
 
Sacchi Ilsa

Le applicazioni in fertirrigazione con IlsaDrip ForteEtixaminIlsaDrip FerroEtixamin Bio-K ed in fogliare con IlsaMin N90IlsaMin MMZIlsaMin BoroIlsaMin Calcio, tutti formulati liquidi a base di Gelamin® e anch’essi ammessi in bio, consentono di apportare l’azoto e gli amminoacidi essenziali per le attività fisiologiche della vite, insieme a specifici elementi da applicare in maniera puntuale nelle fasi cruciali del ciclo fenologico e che concorrono alla qualità del mosto.
 
Taniche

Infine, i due assi nella manica della nostra azienda, due biostimolanti che stabiliscono in maniera definitiva le sorti del mosto atto alla vinificazione. Il primo è il vero gioiello di Ilsa, un biostimolante di origine 100% vegetale, a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae, ormai diventato parte integrante della strategia adottata dai viticoltori.

IlsaC-On permette di regolare il maggiore o minore contenuto zuccherino, in polifenoli ed in altri composti nobili del vino, a seconda della modalità di applicazione. Applicato a partire da post-allegagione e durante lo sviluppo degli acini, stimola l’efficienza fotosintetica e concorre alla formazione di zuccheri e di altri metaboliti secondari che, a partire da inizio invaiatura, vengono trasferiti negli acini, grazie al fondamentale contributo di IlsaGrader. La combinazione di questi due formulati favorisce un netto aumento dei gradi Brix, del contenuto in polifenoli e dell’indice di maturità tecnologica (Z/A). Se applicato invece a partire dall’invaiatura, IlsaC-On rallenta l’accumulo di zuccheri, contenendo i gradi Brix, fattore che può risultare importante per vini di altra tipologia, come ad esempio il Corvinone o il Prosecco, per i quali non si richiede un alto contenuto zuccherino nel mosto. 

Cosa determina questa doppia funzione? Il triacontanolo naturale contenuto in IlsaC-On, che ha effetti fisiologici differenti sulla pianta, a seconda del momento di applicazione.
 
Flaconi

Le numerose evidenze raccolte negli ultimi 10 anni dalle applicazioni di questi formulati speciali sui principali vitigni di tutta Italia sono disponibili sul sito www.Ilsagroup.com, nella specifica sezione dedicata alla vite da vino. Evidenze che convincono sempre più viticoltori e ancor più chi trasforma anche l’uva di produzione propria, sicuri di ottenere il risultato sperato all’inizio dell’annata, a prescindere dalle condizioni climatiche.

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