Asparago

Classificazione coltura: Ortaggi > Ortaggi a stelo
Asparago - Coltivazione e fertilizzanti consigliati - Colture - Fertilgest
Classificazione botanica
Famiglia: Liliaceae
Genere: Asparagus
Specie: Asparagus officinalis L.
L'asparago (Asparagus officinalis L.) è una pianta erbacea perenne della Famiglia delle Liliacee che pare abbia origine dalla Mesopotamia.
A livello mondiale i maggiori produttori sono Cina, Perù, Messico, Stati Uniti e Sudafrica; in Europa Spagna, Francia, Germania e Italia, che presenta le maggiori rese unitarie.
L’asparago è una pianta caratterizzata da meccanismi fisiologici particolari, poiché le radici svolgono allo stesso tempo il ruolo d’assorbimento dei nutrienti e di organi di riserva. La parte commestibile della pianta è il “turione” che possiede proprietà diuretiche e lassative. I turioni degli asparagi iniziano ad accrescersi e a svilupparsi alla fine dell’inverno, quando la temperatura è in aumento, a partire da 10°C circa, perché in queste condizioni comincia ad esserci una forte migrazione di sostanze nutritive che vanno dalle radici alle gemme (i turioni).
Quando il turione non è ancora spuntato dal terreno esso è bianco, tozzo, con l'apice tondeggiante, mentre quando esce dalla terra diventa sempre più rosato fino ad assumere colorazione violacea e poi verde per effetto della fotosintesi.
L’asparago è una coltura sensibile alla mancanza d’ossigeno, perciò non tollera i terreni pesanti ed asfittici, nei quali sarà necessario intervenire con ammendanti. Preferisce terreni sabbiosi ed un pH tra 6,0 e 7,5 ed è tollerante alla salinità.

 

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L’asparago, pur asportando livelli modesti di nutrienti, si avvantaggia di quantitativi superiori alle quote asportate: infatti la produttività è direttamente proporzionale alla quantità di riserva accumulata. Le esigenze nutritive riguardano in particolare l’azoto ed il potassio.
Trattandosi di coltura poliennale, risultano molto importanti sia le concimazioni all’impianto, sia quelli annuali.
Per la fertilizzazione di nuovo impianto è apprezzata una buona concimazione organica con l'interramento di letame (80-100 ton/ha) e/o di stallatico pellettato, oltre a circa 150-200 kg per ettaro di fosforo e 100-150 kg per ettaro di potassio.
La concimazione annuale va effettuata per metà prima della ripresa vegetativa, e per metà al termine della raccolta degli asparagi, dove sono previsti apporti differenziati a seconda dello sviluppo delle piante.
La produzione di turioni varia moltissimo, da 3 a 10 ton/ha, in pieno campo, in funzione di vari fattori tra cui la varietà, il tipo di turione, la tecnica di coltivazione. In coltura protetta si superano le 10-15 ton/ha.
Esperienze condotte in Italia ed all’estero dimostrano che il fabbisogno di azoto dell'asparago non è elevato e che oltre una certa soglia può essere dannoso. Nelle concimazioni negli anni successivi all’impianto si preferisce intervenire con fertilizzanti minerali, perché quelli organici, come il letame, favoriscono problemi fitosanitari alle radici.
I concimi azotati a pronto o medio effetto (nitrici, ammoniacali) devono essere esclusivamente distribuiti durante la fase vegetativa (da fine raccolta a settembre).
Il ruolo del fosforo non è ben chiaro, tuttavia sembra abbia un’influenza sulla qualità dei turioni diminuendone la fibrosità. Si apportano circa 100 unità di fosforo all’impianto sotto forma di perfosfato. Come concimazione annuale invece, si apportano 40-50 unità sottoforma di fertilizzati fosfatici, come fosfato biammonico, oppure fosfato monoammonico e/o acido fosforico. Queste due ultime forme sono indicate per gli apporti in fertirrigazione.
La scelta della forma potassica è dibattuta, poiché sembra possa influenzare il gusto amaro dei turioni. Per le concimazioni di fondo all’impianto, tra i fertilizzanti potassici, il cloruro di potassio può andare bene, come anche il solfato di potassio. Negli anni successivi, durante la coltivazione, si può utilizzare il nitrato di potassio, per il suo titolo di azoto, soprattutto per la fertirrigazione.
Nella seguente nota, tralasciamo la concimazione di fondo all’impianto (essa rimane in ogni caso basilare) e ci concentriamo in particolare sulla concimazione di produzione apportata in copertura o con la fertirrigazione.
I fabbisogni nutritivi più importanti si hanno dopo la raccolta, da fine primavera in poi, per permettere alla coltura di costituire le sostanze di riserva nelle radici necessarie alla successiva produzione.
Durante il raccolto, infatti, le radici assicurano esse stesse la produzione dei turioni grazie alle loro riserve costituite l’anno precedente. Durante questo periodo la pianta utilizza notevoli quantità di zuccheri, necessari alla produzione dei turioni. La pianta utilizza ugualmente del potassio e del fosforo che ritroviamo nei turioni stessi.

Coltura in pieno campo
(le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato)
Durante la produzione, in pieno campo non necessariamente si eseguono apporti irrigui e fertirrigui, ma diventa invece interessante l’apporto d’elementi nutritivi dopo la raccolta e, anche se ancora non molto diffusa, risulta utile la microirrigazione, specie se l’impianto è già presente in azienda per altre colture. I fabbisogni idrici non sono elevati grazie al notevole sviluppo dell’apparato radicale. Anche se la produzione avviene in primavera, periodo caratterizzato da sufficiente piovosità. L’accrescimento ed il completamento dello sviluppo vegetativo avvengono in estate, quando le piogge sono scarse o spesso assenti.

Coltura in serra
La produzione in serra ha assunto una certa diffusione in questi ultimi anni. La produzione si compie in inverno/fine inverno. La microirrigazione localizzata diventa necessaria e permette quindi la fertirrigazione.
La fertilizzazione della coltura in serra richiede un notevole apporto annuale di elementi nutritivi, frazionati settimanalmente da fine raccolta a tutta l’estate. Questi valori sono molto elevati in rapporto a quanto richiesto per la produzione in pieno campo, ma va considerato che la densità d’impianto è doppia rispetto al pieno campo.

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Se possibile vorrei avere alcune informazioni sulla coltivazione dell'asparago: - spese annue per ettaro; - durata asparagiaia; - concimazione (dosi, concimi, epoche); - principali avversità; - irrigazioni (dosi, epoche); - cultivar (conosco l'Atlas); - epoca di trapianto con piantine o con zampe. Mi trovo nella zona di Grosseto. Grazie a chi vorrà rispondere.

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