Pisello

Classificazione coltura: Ortaggi > Legumi
Pisello - Coltivazione e fertilizzanti consigliati - Colture - Fertilgest
Classificazione botanica
Famiglia: Fabaceae
Genere: Pisum 
Specie: Pisum sativum Asch. et Gr
Il pisello risulta essere coltivato fin dal Neolitico (7000 a.C.). Probabilmente è originario delle zone a Nord dell'India. È coltivato in tutto il mondo, in particolare nei Paesi asiatici (India, Cina).
La produzione è orientata sul pisello fresco, da consumo diretto, sul pisello da pieno campo per l’industria conserviera (inscatolamento, surgelazione), sul pisello per granella secca per alimentazione umana o zootecnica (pisello proteico). Il pisello è usato largamente anche come foraggera da erbaio.
Il pisello è una pianta annuale glabra e glauca, con un solo stelo cilindrico sottile e debole, di lunghezza variabile da 0,3 a 3 metri (piselli nani, seminani e rampicanti). Nei piselli rampicanti da orto lo sviluppo è indeterminato, dando luogo a una fruttificazione continua e protratta nel tempo. Quelli nani hanno portamento semi-eretto e sono a sviluppo determinato per cui la fioritura e la maturazione dei vari palchi fiorali avvengono in un tempo alquanto breve.
Il pisello proteico in Italia viene coltivato su circa 10mila ettari, concentrati nelle Marche, Emilia­Romagna, Piemonte, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna. Le Marche sono l’area di maggiore coltivazione con oltre 2.500 ettari.
 

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La pianta del pisello beneficia di una buona concimazione organica, da effettuarsi con letame maturo o pellettato che va interrato a media profondità nel terreno. Per quanto riguarda l’apporto di azoto, si consiglia un utilizzo moderato, perché essendo una pianta leguminosa è lo stesso pisello a catturare questo elemento dall’aria. Serve quindi solo una piccola quantità di azoto per la fase di crescita iniziale.
I piselli richiedono invece una buona dose di potassio.
In un ordinamento colturale orticolo professionale, le foglie e le radici restano sul terreno e vengono interrate con le successive lavorazioni. In tal caso gli asporti devono considerare solo i valori della produzione di baccelli.
Il ciclo vegetativo dei piselli è di circa 140 giorni per le varietà primaverili, potendo scendere a 90 giorni per le varietà ultra-precoci e a 240 giorni per le varietà invernali.
Il pisello ha una radice marcatamente fittonante, che si sviluppa fino anche ad 80 cm di profondità, con numerose ramificazioni.
Le radichette di 2º o 3º ordine presentano delle nodulosità, sedi della azotofissazione. Il batterio coinvolto è il Rhizobium leguminosarum var. viciae.
Il pisello è una pianta microterma che ha limitate esigenze di temperature per crescere e svilupparsi, e rifugge dai forti calori e dalla siccità.
Il pisello germina con accettabile prontezza con temperature del terreno intorno a 4 °C, mentre la temperatura ottimale per il compimento del ciclo vitale è compreso tra 15 °C e 18 °C.
La resistenza al freddo del pisello è limitata; la fase di massima resistenza è lo stadio “4-5 foglie”, in cui sopporta senza danno temperature fino a -7/-8 °C; allo stadio di fioritura anche gelate leggere sono dannose.
Il pisello teme moltissimo i ristagni di umidità che rendono il terreno freddo e asfittico. Non ha esigenze particolari riguardo al terreno, tuttavia i terreni più adatti sono quelli piuttosto sciolti (per tessitura e struttura), ben areati, con moderato contenuto di calcare e pH compreso tra 6,5 e 7,5.
Le produzioni ordinarie di buone colture sono di circa 4-6 ton/ha di semi freschi sgranati di pisello da industria. Buone rese di granella secca sono di 3-4 ton/ha.
Come per tutte le leguminose, si può considerare la concimazione azotata come qualcosa in più, di sostegno o di compensazione a cattive condizioni ambientali e/o climatiche. Si consigliano in generale degli apporti azotati modesti.
Alcuni autori segnalano che la concimazione con un rapporto N/K elevato, in pratica troppo azoto in rapporto al potassio, favorisce la ruggine delle foglie. È conveniente lavorare con un rapporto di una parte d’azoto per tre parti di potassio.
Si consiglia di utilizzare le forme azotate prontamente disponibili. Gli apporti d’azoto sono necessari all’inizio della vegetazione (assenza d’attività azoto-fissatrice), e in periodo freddo (assenza di nitrificazione) per permettere alle piante di partire rapidamente.
Una parte si distribuisce appena prima della semina ed il resto in copertura se necessario.
La carenza porta ad una decolorazione giallo pallido del lembo fogliare ed una fioritura ridotta.
Il fosforo si apporta con la concimazione di fondo. Si sceglie comunque un fertilizzante fosfatico facilmente assimilabile, visto la ridotta durata del ciclo vegetativo.
 
Anche per il potassio, l’apporto principale avviene con la concimazione di fondo. Visto la brevità del ciclo, in particolare per il pisello precoce, si consiglia anche l’utilizzo di fertilizzanti azoto-potassici a pronta assimilazione solubili in fertirrigazione. I piselli, come per tutte le leguminose, reagiscono bene alla concimazione potassica.
Le carenze di potassio possono provocare delle colorazioni verde scuro con decolorazioni internervali nelle foglie. Le parti basse delle foglie si arricciano, con successiva necrosi e caduta.
Si consiglia l’utilizzo di fertilizzanti sotto forma di solfati come il solfato di potassio (K2SO4).
Spesso il Calcio e il Magnesio vengono indicati come macroelementi secondari poiché, generalmente, sono presenti nel terreno e nell’acqua di irrigazione in quantità sufficiente a soddisfare le esigenze della coltura, per cui solo raramente è necessario intervenire con delle specifiche somministrazioni per aumentarne la disponibilità.
Le asportazioni di questi elementi, seppure significative come nel caso del calcio (oltre 80-100 kg/ha) e del magnesio (20-40 kg/ha), sono normalmente reintegrati attraverso l’impiego di concimi come il nitrato di calcio ed il solfato di magnesio.
Il pisello è una precessione ottima per il frumento in quanto libera presto il terreno, lo lascia assai sgombro dalle malerbe e lascia un buon residuo di azoto, stimabile dell’ordine di 40-60 Kg/ha. Esso è quindi coltivabile tra due cereali autunnali.
È buona norma prevedere un intervallo di almeno 4 o 5 anni prima di far tornare la coltura del pisello sullo stesso terreno.
La concimazione minerale più importante è quella fosfatica. Il potassio va somministrato in caso di terreni poveri di questo elemento, mentre l’azoto non dà, in genere, risposta; modesti apporti di azoto potrebbero essere dati alla semina.
La preparazione del terreno è molto simile a quella per il frumento: lavorazione a media profondità, affinamento delle zolle anche in profondità per evitare cavernosità, ma affinamento superficiale non particolarmente spinto, data la grossezza del seme. Una cosa che invece ha grande importanza è il livellamento e la regolarizzazione superficiale dei campi, che devono essere perfetti per rendere più agevole deflusso delle piogge e per il futuro lavoro della mietitrebbiatrice.

L’epoca di semina più comune nelle regioni del Centro-Nord dove la coltivazione del pisello da granella è attualmente più diffusa, è in febbraio appena la temperatura del terreno è risalita a 5-6 °C; ma ove si disponga di varietà abbastanza resistenti al freddo, la semina autunnale è da preferire, va fatta in tempo perché all’arrivo dei freddi le piantine siano arrivate allo stadio di 3-4 foglie. In genere l’epoca è ottobre nel Nord Italia, novembre nel Centro Sud (qualche giorno prima del frumento).
Nel caso di colture per l’industria le semine si eseguono scalarmene, in modo da prolungare il periodo di maturazione-raccolta.
In pieno campo la semina va fatta a file distanti sui 18-25 cm; in questo modo si ha maggior competizione verso le erbe infestanti ed una più agevole raccolta meccanica.
Il pisello si semina a 70-100 semi a metro quadro per avere da 50 a 80 piante a metro quadro; peraltro la coltura ramificandosi più o meno riesce a compensare difetti di densità. A seconda del peso medio dei semi, le quantità per la semina oscillano da 150 a oltre 250 Kg/ha.
Per la semina si usano in genere le seminatrici universali da frumento, avendo cura di controllare che i piselli non siano spaccati dal distributore.
I semi vanno posti alla profondità di 3-6 cm, onde ridurre la predazione da parte degli uccelli e roditori.

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Coltivazione piselli biologici e ricetta gustosa

Ciao a tutti, seminato i piselli? Resistono al freddo? Se ancora non li hai seminati non ti preoccupare: puoi farlo in primavera. Preparati! Ecco come: [url=https://www.feeling.bio/agricoltura-biologica/la-coltivazione-dei-piselli.html?utm_source=imagelinenetwork&utm_medium=post&utm_campaign=Orto&utm_content=la-coltivazione-dei-piselli]Coltivazione dei piselli biologici e ricetta gustosa[/url] E per cucinarli? Ecco una [url=https://www.feeling.bio/agricoltura-biologica/la-coltivazione-dei-piselli.html?utm_source=imagelinenetwork&utm_medium=post&utm_campaign=Orto&utm_content=la-coltivazione-dei-piselli]ricetta![/url] Fatemi sapere! A presto!

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