Nocciolo

Classificazione coltura: Fruttiferi > Fruttiferi da frutto a guscio
Nocciolo - Coltivazione e fertilizzanti consigliati - Colture - Fertilgest
Classificazione botanica
Famiglia: Betulaceae
Genere: Corylus
Specie: Corylus avellana L.
Il nocciolo (Corylus avellana L.) è una pianta originaria dell'Asia Minore appartenente alla famiglia delle Betulaceae. Il primo produttore nel modo è la Turchia con oltre 300.000 tonn. Segue l’Italia con circa 60.000 tonn. Le regioni dove assume maggiore importanza sono il Piemonte, il Lazio, la Campania. In Italia la coltura è diffusa in tutte le regioni, dalla pianura fino ad oltre i 900 m di altitudine.
Pianta monoica con fiori riuniti in infiorescenze unisessuali che si sviluppano molto prima delle foglie. Gli amenti maschili sono riuniti in gruppi di 2-4 all’estremità oppure all’ascella delle foglie dei rami dell’anno precedente; ogni amento è in realtà un insieme di tanti piccolissimi semplicissimi fiori, formati ciascuno da una squametta che protegge gli stami. I fiori femminili sono invece nascosti entro piccole gemme: contemporaneamente alla fioritura dei fiori maschili, emettono gli stimmi, un ciuffetto rosso presente all’apice destinato ad accogliere i granuli di polline.
l frutto è un diclesio (nocciola e involucro), il cui pericarpio legnoso contiene un seme dolce e oleoso (nocciola).
 

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La necessità di ridurre i costi di coltivazione ha fatto introdurre tecniche colturali idonee a favorire la totale meccanizzazione. Al posto del tradizionale cespuglio, nei nuovi impianti si preferiscono la forma a monocaule nelle diverse varianti: vaso libero, monocono, ipsilon e a siepe.
La densità di piantagione deve tenere conto della necessità di favorire la meccanizzazione ed evitare la competizione nei riguardi della luminosità, pertanto è consigliabile non scendere sotto i 4-5 m fra le file.
La preparazione del terreno prevede un livellamento, la ripuntatura e un’aratura leggera con la quale interrare sostanza organica e i concimi contenenti fosforo e potassio.
Il ricorso all’irrigazione, specie nelle aree poco piovose o con precipitazioni mal distribuite, è indispensabile per ottenere produzioni soddisfacenti.
La produzione di nocciole è molto variabile, si possono raggiungere e superare le 4 ton/ha, soprattutto per le moderne colture intensive con irrigazione. La media oscilla tra le 2-3 ton/ha.
L’azoto è l’elemento nutritivo che determina la vigoria e la spinta vegetativa della pianta. Alle giuste dosi di apporti esso consente di ottenere produzioni di elevato profilo quanti-qualitativo.
Nel terreno, il valore analitico dell’azoto totale si trova per la maggior parte (97-98%) come sostanza organica e, non risulta disponibile alle piante se non dopo il processo di mineralizzazione. Il restante 2-3% si trova invece in forma minerale (maggioranza in forma ammoniacale trattenuta dalla C.S.C. del terreno) e disponibile alla coltura.
L’azoto va distribuito frazionato, magari in fertirrigazione, soprattutto per impianti giovani e/o in terreni sciolti e sabbiosi.
Nei primi anni di impianto si prediligono fertilizzanti azotati con interventi primaverili (ad esempio nitrato ammonico, nitrato di calcio oppure nitrato di potassio).

 
Il fosforo è un elemento che risulta poco disponibile e spesso è presente in quantità elevate nei terreni. La limitata disponibilità per le colture è dovuta al fatto che il fosforo tende ad immobilizzarsi nel terreno a causa principalmente della sua reazione come fosfato con il calcio. 
È assolutamente necessario avere a disposizione un’analisi del terreno aggiornata al fine di stabilire la effettiva dotazione e disponibilità dell’elemento, e solo in caso di bassa disponibilità provvedere al suo apporto.
Il fosforo nel terreno è poco mobile, la sua somministrazione va effettuata prima dell’impianto come concimazione di fondo. Durante la coltivazione, in particolare se siamo in presenza di situazioni di carenze, il fosforo dovrà essere distribuito precocemente in autunno o alla ripresa vegetativa in fertirrigazione con concimi fosfatici solubili.
Il Potassio è caratterizzato da un’elevata mobilità nelle piante a tutti i livelli, cellulare, istologico e nel trasporto a lunga distanza via xilema e floema, è inoltre estremamente importante nella traslocazione dei fotosintetati.
In caso di carenza, esso dovrà essere integrato con concimazioni autunnali con solfato di potassio (K2SO4) o in primavera in terreni sabbiosi. Se si dispone di un impianto di fertirrigazione, una parte del potassio si può apportare con concimi potassici solubili come il nitrato di potassio.
Il calcio (Ca) svolge un importante ruolo nello sviluppo della pianta in quanto regola numerose funzioni cellulari, preserva l’integrità e la stabilità della membrana citoplasmatica e conferisce resistenza alla parete cellulare attraverso legami con le pectine della lamella mediana.
Il calcio è un elemento molto importante per la qualità dei frutti. Il suo apporto in fertirrigazione è auspicabile solo dopo un’attenta valutazione analitica del contenuto di calcio nell’acqua irrigua.
Il magnesio svolge un ruolo importante nell’attivazione di enzimi coinvolti nella respirazione, nella fotosintesi e nella sintesi di DNA ed RNA.
Una forte disponibilità di potassio nel terreno può determinare carenze di magnesio nelle foglie; si rende quindi necessario prestare attenzione alle concimazioni potassiche e, in caso di elevate produzioni, viene consigliato di apportare magnesio al terreno (magari in fertirrigazione) con solfato di magnesio (MgSO4).
Una corretta concimazione consente di mantenere il terreno fertile, contribuisce a ridurre il fenomeno di alternanza produttiva e permette di ottenere produzioni più elevate e di buona qualità.
La scelta dei concimi, le dosi e l’epoca di somministrazione sono strettamente condizionate dalle caratteristiche del terreno, dallo stato vegetativo, dall’età della pianta e dall’entità delle produzioni.
Prima di effettuare una concimazione in un noccioleto, è indispensabile fare un’analisi fisico-chimica del terreno per conoscerne le caratteristiche ed il livello di fertilità.
Si possono distinguere concimazioni di fondo, di allevamento, di produzione, dove il tipo e il quantitativo dei concimi da distribuire sono diversi fra di loro.
Nei primi anni dell’impianto vengono distribuiti in primavera essenzialmente concimi minerali a base azotata. Quando la pianta è in piena produzione è indispensabile provvedere a due somministrazioni di concime una autunnale e una primaverile.

In autunno, ad esempio, è preferibile utilizzare concimi organo-minerali con titoli come ad esempio 4-8-16 (con un bilanciamento di azoto, fosforo e potassio schematizzabile circa con la formula 1-2-3).
In primavera si possono utilizzare concimi minerali NPK con titoli, come ad esempio 15-5-20 (con un bilanciamento di azoto, fosforo e potassio schematizzabile con la formula 2-1-3).
Al fine di evitare fenomeni il dilavamento, è bene provvedere ad interrare il concime con appositi interratori o semplicemente con lavorazioni superficiali del terreno.
Nei terreni dove la dotazione di sostanza organica è scarsa, riveste particolare importanza la distribuzione di letame o di eventuale compost.
Importante è anche la dotazione dei microelementi quali il manganese, il boro e lo zinco, indispensabili al fine di migliorare l’allegagione dei frutti e quindi la produzione del noccioleto.

L’irrigazione sul nocciolo è una delle pratiche colturali di recente diffusione, che ha interessato inizialmente i giovani impianti, estendendosi poi ad impianti in produzione.
Il nocciolo è sensibile alla carenza idrica e, in particolari condizioni climatiche, l’irrigazione diventa l’unico sistema per la sopravvivenza degli impianti.
La carenza di acqua determina uno squilibrio vegetativo, causa la riduzione di crescita della pianta, limita la formazione dei germogli e la differenziazione delle gemme a fiore, accentua la cascola dei frutti, riduce inevitabilmente la produzione e la resa allo sgusciato. Inizialmente si sono realizzati impianti di irrigazione a goccia superficiali, mentre oggi si stanno diffondendo maggiormente gli impianti di subirrigazione. La normale conseguenza è poi passare alla fertirrigazione, che permette una maggiore efficienza di distribuzione dei fertilizzanti e di assimilazione dei nutrienti da parte delle piante.
 

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