Peperone

Classificazione coltura: Ortaggi > Solanacee
Peperone - Coltivazione e fertilizzanti consigliati - Colture - Fertilgest
Classificazione botanica
Famiglia: Solanaceae
Genere: Capsicum 
Specie: Capsicum annuum L.
Il peperone è una pianta annuale nel clima mediterraneo e perenne nei paesi caldi del sud America da dove proviene: alcune fonti riportano che il paese primario di origine del peperone sia il Brasile, mentre per altre fonti sarebbe la Giamaica.
Si distinguono essenzialmente due tipologie di varietà appartenenti alla stessa specie: i peperoncini, con frutti di minore dimensione ad alta concentrazione di capsaicina (l’alcaloide responsabile del sapore piccante), ed i peperoni dolci, adatti per il consumo fresco, che presentano frutti di maggiore pezzatura e con una concentrazione più ridotta di capsaicina.
Il peperone si adatta bene alle condizioni pedoclimatiche europee ed in special modo a quelle italiane: è diffuso sull’intero territorio italiano con numerosi ecotipi selezionati e con diverse cultivar presenti in ambito nazionale.
Le regioni maggiormente interessate dalla coltura sono la Sicilia, la Puglia, la Campania e il Lazio: in queste regioni, viene coltivato sia in pieno campo che in coltura protetta.
Il peperone ha un apparato radicale sensibile all’asfissia e teme la siccità.
Ha una tolleranza media alla salinità, inferiore a quella del pomodoro. Il peperone è sensibile alle carenze in magnesio. Le sue esigenze dal punto di vista del pH del terreno si collocano tra pH 6,5 e 7,0.
Dal punto di vista della coltivazione, possiamo distinguere tra le produzioni di frutti verdi e quelle con frutti maturi colorati in rosso o giallo.

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Per la coltivazione del peperone è molto importante la valutazione delle caratteristiche del terreno: la coltura non può essere coltivata in terreni compatti che facilmente diventano asfittici.
L’apparato radicale ha una bassa capacita di sviluppo per cui necessita di terreni di medio impasto freschi oppure tendenzialmente sciolti che garantiscono un buon drenaggio e mantengono sufficientemente stabile nel tempo la loro struttura e la loro porosità.
Notevole è la sensibilità del peperone al cloruro di sodio (NaCl); le condizioni di crescita ideali si ottengono con una salinità del terreno inferiore a 1,5 µS/cm di EC e, per l’acqua di irrigazione inferiore a 1,0 µS/cm di EC.

Il peperone è molto sensibile alle variazioni di temperatura e luminosità; l’optimum di vegetazione si realizza con temperature pari a 26°C di giorno e 16°C di notte, mentre, in condizioni di scarsa luminosità, i valori scendono a 20°C di giorno e 14°C di notte.
La crescita, lo sviluppo, la qualità e quantità dei peperoni è stimolata dal giorno breve (9-10 ore di luce).

Le esigenze nutritive (come asporti per una produzione di 30-50 ton/ha) sono di circa 100-200 kg/ha per l’Azoto (N), 50-120 kg/ha di Fosforo (P2O5) e 200-300 kg/ha di Potassio (K2O).
La produzione di peperone è molto variabile, si possono raggiungere e superare le 40-60 ton/ha in serra e anche oltre in fuori suolo. La media in pieno campo oscilla tra le 30-40 ton/ha.
La crescita del peperone è lenta; si riportano esperienze sperimentali internazionali dove si è visto che sono stati necessari 120 giorni a partire dalla semina per sintetizzare il 50% del peso, e 30 giorni soltanto per sintetizzare il restante 50%. La crescita comincia ad accelerare dopo la fioritura (circa 75 giorni dopo la semina).
L’azoto è un elemento indispensabile, ma da gestire con oculatezza perché interferisce sia sul comportamento e sul vigore della pianta che sull’assorbimento degli altri elementi nutritivi.
Razionali concimazioni azotate possono sicuramente determinare risultati positivi, quali;
  • favorire l’incremento del numero dei fiori e dei frutti per pianta;
  • permettere di anticipare l’inizio della maturazione dei frutti;
  • assicurare alla pianta una buona robustezza, rallentando la fine della produzione
Di contro, dosi troppo elevate di azoto possono non solo diminuire la produzione, ma ritardare la stessa, favorire la cascola dei fiori e dei frutti, con conseguente incremento degli attacchi parassitari ed accentuare la fisiopatia del marciume apicale.
Il fosforo è un elemento che interviene nella crescita delle radici, nella fioritura, nella fecondazione e nella fruttificazione.
Il fosforo, nonostante gli asporti non siano ingenti, è un nutriente che può incidere in modo determinante sulla produttività del peperone.
Dalla adeguata disponibilità del fosforo può dipendere un aumento del numero dei frutti per pianta e la precocità di maturazione. In genere però la progressività dell’effetto della concimazione fosfatica sulla produttività si arresta quando si supera il livello delle 100 unità di P2O5 per ettaro.
Bisogna pertanto garantire la disponibilità di fosforo, con l’impiego di concimi che lo contengano in forma solubile e distribuirlo con la fertirrigazione.
Il potassio risulta influire positivamente più sulla qualità dei frutti che sulla quantità della produzione:
  • garantendo un peso medio maggiore delle bacche;
  • aumentando la precocità di maturazione dei frutti;
  • migliorando il sapore dei peperoni, la colorazione, la robustezza, ed il contenuto di zuccheri e di vitamine;
  • aumentando la resistenza della pianta contro i marciumi radicali e del colletto.
Si deve premettere che, per redigere in modo razionale di un piano di concimazione, è necessario disporre di una analisi del terreno.
I parametri agronomici e pedologici acquisiti risultano inoltre fondamentali per la messa a punto delle lavorazioni e della irrigazione.
In potassio-carenza le foglie di peperone sono di colore verde più scuro e le più vecchie diventano grigiastre. Sempre sulle foglie più vecchie appaiono puntinature bianco-giallastre dovute a disseccamenti nella regione internervale, che poi diventano necrosi brunastre.
Il fusto si presenta assottigliato e, in caso di forte carenza, anche con lesioni necrotiche.
I frutti maturano in modo irregolare e sono pallidi.

Nella coltivazione in serra è più frequente la comparsa sui frutti di macchie che rimangono non mature, di colore verde o giallo: questi sintomi si riducono o scompaiono se si attua una intensa concimazione potassica.
Il peperone preferisce fertilizzanti esenti da cloro come il nitrato di potassio (KNO3) ed il solfato di potassio (K2SO4).
Il calcio è un componente importante per la struttura delle pareti cellulari e stabilizza le membrane cellulari. Esso influisce anche direttamente sul bilancio salino nelle cellule vegetali e attiva il potassio per regolare l'apertura e la chiusura degli stomi e per consentire il movimento dell'acqua nella pianta.
Il calcio è richiesto in quantità abbastanza importanti in serra, pari a circa 120-200 kg/ha di calcio per una resa di circa 40-70 t/ha; in pieno campo pari a circa 80-140 kg/ha di calcio per una resa di circa 30-40 t/ha;
Piante con carenza di calcio possono evidenziare clorosi internervale e necrosi del margine fogliare in corrispondenza degli apici vegetativi. Successivamente i punti di crescita si seccano.
Il calcio è un elemento importante, in particolare in caso di carenze che possono determinare dei marciumi ai frutti dovuti al Blosson End Rot.
Il peperone è sensibile alle carenze in questo elemento. La carenza di magnesio causa nelle foglie più vecchie una clorosi internervale che avanza al centro a partire dai margini, coinvolgendo anche le nervature più fini; all’interno delle macchie clorotiche si formano delle necrosi brunastre ed infine le foglie si afflosciano sul fusto e poi muoiono.
Si possono evidenziare anche fenomeni detti di “maturazione a chiazze” dei frutti, correlati ad uno squilibrato rapporto potassio/magnesio e che può essere corretto con applicazioni mirate di magnesio.
Il peperone è una pianta delicata da condurre sul piano della coltivazione; un deficit in acqua o in elementi nutritivi ne può arrestare la crescita: d’altronde, come abbiamo già detto, ha uno scarso apparato radicale. Di conseguenza, bisognerà avere una particolare attenzione nella scelta del terreno, che dovrà essere profondo e sciolto, con una buona capacità idrica ma ben drenato.


Coltivazione in pieno campo

Il peperone è considerato come una pianta da rinnovo. Bisogna farlo seguire ad una coltura asciutta non solanacea.
L’apporto di sostanza organica è necessario al fine di un miglior esito della coltura e per mantenere una buona struttura del terreno.
È opportuno suddividere la concimazione azotata in copertura in più interventi. Alla concimazione in copertura si apporta da 1/2 a 2/3 dell’azoto necessario.
La concimazione va somministrata in forma solida o con la fertirrigazione. Le dosi vengono frazionate, indicativamente alla rincalzatura, all’inizio della produzione, e dopo ogni passaggio di raccolta. Evitare gli eccessi d’azoto, che ostacolano una maturazione equilibrata.


Coltivazione in coltura protetta

La coltura in serra, pre o post-stagionale può essere vista in quattro diversi periodi di coltivazione e quindi di concimazione, secondo la data di trapianto:
- Coltivazione estiva corta (precoce): da agosto-settembre fino a febbraio-marzo.
- Coltivazione invernale corta (tardiva): da febbraio-marzo a luglio-agosto.
- Coltivazione invernale intermedia: da novembre a maggio-giugno.
- Coltivazione invernale lunga: da ottobre-novembre fino a luglio-agosto.
Nella coltivazione in serra fredda, se la pianta è coltivata in ciclo lungo, essa va in riposo vegetativo nei mesi freddi, per poi riprendere l’attività vegetativa, con una nuova fioritura quando la temperatura si porta su valori ottimali.
Alcuni autori rilevano che, in serra è molto importante apportare l’azoto in piccole dosi, per evitare un eccesso di fogliame e la colatura dei fiori.
È buona norma somministrare i fertilizzanti sotto forma di fertirrigazione, con cadenza settimanale o anche più stretta, alla concentrazione di 1,3-1,8 grammi per litro di acqua.


Irrigazione

Il peperone è una pianta con elevate esigenze idriche, in particolar modo durante la fase d’ingrossamento dei frutti.
In una situazione di stress idrico i peperoni sono più soggetti al marciume apicale e si favoriscono le scottature solari dei frutti.
È difficile quantificare con precisione i fabbisogni idrici del peperone, giacché la produzione dei frutti è molto varia e può essere protratta fino all’autunno, secondo la richiesta di mercato e della rotazione prevista.
L’esigenza in acqua può oscillare da un valore che va da 4.000 a 7.000 m3/ha.

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